Figlio di Lucifero - Giorno 70
E venne il settantesimo giorno.
E Lucifero disse a suo figlio:
- È il tuo compleanno e non abbiamo lezione.
«E l»[Angelo] prese [l'Angelo] il drago, ... che è il diavolo e Satana, e lo legò per mille anni, lo gettò nell'abisso, lo confinò e pose un sigillo su di lui".
Apocalisse.
... all'improvviso un richiamo debole, flebile, appena udibile penetrò nella Sua coscienza, penetrando a fatica attraverso spazi infiniti, mostruosi, inimmaginabili, attraverso l'abisso gelido. E questo richiamo lo svegliò, ed Egli si svegliò finalmente dal suo sonno millenario.
Aprì gli occhi, fece un respiro profondo e scrollò leggermente le spalle. E nello stesso istante tutte le innumerevoli catene adamantine, che erano fittamente impigliate come serpenti affamati su tutto il Suo corpo, scoppiarono e caddero ai Suoi piedi con un suono secco e squillante.
Si alzò, si raddrizzò e si fermò un attimo, guardandosi intorno con freddo piacere e ricordando. Tutto! Disonore, viltà, tradimento e infine quell'ultimo, inaudito tradimento con cui era stato attirato in questa trappola. Ebbene, i suoi nemici non avranno mai più un'occasione come questa! Mai più!
O meglio, un suo nemico. Uno e uno solo. Dio! L'Onnipotente. Onnisciente e onnisciente.
Sorrise trucemente e fece un passo avanti, rompendo tutti i sigilli, strappando con noncuranza il bozzolo strettamente intriso dei più terribili incantesimi e incantamenti lanciati dal Suo Archivista. E la Sua prigione millenaria crollò, e urla di terrore risuonarono mentre Egli si muoveva senza fretta e senza fretta dritto verso le innumerevoli schiere angeliche armate di lancia, verso i serafini e gli arcangeli dalle spade fiammeggianti, invulnerabili e invincibili, rivestiti di armature celesti. Si muoveva da solo, senza armatura e senza armi.
Era come se non li vedesse e non li notasse, come se non esistessero per Lui. Camminava come se non ci fosse nessuno davanti a Lui. E mentre camminava con la sua andatura fluida e scorrevole, il suo corpo tremò, tremò, tremò, tremò, tremò, perse i suoi contorni chiari e si trasformò davanti agli occhi in un vortice nero, che girava freneticamente, mostruoso, in un vortice universale. E questo vortice ha disperso sia gli arcangeli che i serafini e li ha scaraventati nell'abisso, nel nulla, oltre i limiti dell'universo, come un buco nero scaraventa una stella fuori dalla galassia nel vuoto, nella nuda infinità vuota, dove non c'è materia, non c'è tempo, non c'è nulla.
E questo vortice continuava a crescere, crescere, crescere, crescere... preparandosi a inghiottire tutto: pianeti, stelle, galassie, l'intero universo! E in quel momento non c'era potere in tutto il mondo per fermarlo!!! perché all'improvviso tutto finì.
Si ricordò che aveva un altro debito da saldare in questo mondo morente. Era verso colui che lo aveva chiamato.
- Cosa vuoi, amore mio? Dimmelo e lo farò! Vuoi che spenga le stelle, che faccia esplodere le galassie, che fermi il tempo per te e che faccia risplendere il sole più luminoso?!?!?.
- Voglio che tu rimanga questa notte con me.....
Sapeva di non poterlo fare, di non poter restare, di non poter dare ai suoi nemici questa notte! - Ma rimase. Ha promesso di adempiere qualsiasi e rimase. Trascorse quella notte con lei. E poi...
- E poi cosa è successo? - A Lucifero fu chiesto da Suo Figlio.
E Lucifero rispose a suo Figlio:
- E poi sei nato Tu.